Nizwa e Jabrin, oasi e castelli nel deserto

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La visita del padiglione dell’Oman durante Expo Milano 2015  ha risvegliato i ricordi del viaggio che ho fatto quattro anni fa in questi luoghi così affascinanti. L’Oman ha materializzato davanti ai miei occhi immagini che fino a quel momento avevo solo sognato. E’ la concezione più classica del deserto : sabbia dorata, il nulla, vento torrido, improvvise oasi verdeggianti, case e fortezze.

Che si arrivi a Muscat con un volo, o con una nave da crociera,  è possibile effettuare un’escursione di intera giornata verso l’entroterra omanita per scoprire città nascoste e luoghi immersi nella storia. Il viaggio in bus, prenotabile il loco o tramite il booking della propria compagnia croceristica, è un percorso  attraverso diverse tipologie di paesaggi, orizzonti aridi, rocce, distese di ghiaia e poi un deserto immenso, silenzioso, affascinante, pericoloso ma al tempo stesso mistico. Ritrovarsi di fronte al nulla può essere  destabilizzante tanto quanto camminare in mezzo alla folla, nessun punto di riferimento, ogni attimo sembra uguale all’altro ma non è affatto così.

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Nizwa è una città fortificata da Le Mille e una Notte, appena due ore di viaggio da Muscat ma già completamente diversa e immersa in un paesaggio surreale. Il sole è così forte che è difficile tenere gli occhi aperti senza occhiali, tutto brucia come il fuoco, l’aria, il suolo, le pareti.  Solo gli escursionisti si avventurano in giro, i locali si guardano bene dall’uscire di casa in certe ore del giorno e riposano al fresco o lavorano in uffici moderni con aria condizionata a mille.

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Il monumento più famoso della città è un’imponente fortezza antica, una struttura che pare frutto di un sogno caratterizzata da mura dalle varie sfumature di giallo e oro e torri merlate. Sembra un enorme castello di sabbia. Salendo tutti i gradini si può godere di un bel panorama passeggiando tra cannoni e feritoie, si vedono da vicino la cupola della moschea e il minareto, la città, le montagne aride e poi il verde e persino delle piantagioni.

Ho scoperto l’esistenza di questo luogo in un film indiano, e precisamente tamil. In genere le pellicole di Bollywood sono sempre delle fonti molto attendibili per cacciare delle belle locations e Nizwa non mi ha delusa, l’ho trovata esattamente come immaginavo, un luogo incredibile, sospeso tra la realtà e il sogno ad occhi aperti. Intorno un’area verdeggiante circondata a sua volta dal deserto e dal silenzio, tutto è ordinato, curato, mantenuto con attenzione. Anche i mercati fuori dal forte sono interessanti. Nei banchi, o direttamente sul pavimento sono esposti oggetti tradizionali autentici: mobili, piatti, otri, bauli decorati e ceramiche, non le solite collanine e cartoline ma un mercato di prodotti che difficilmente i turisti che giungono quì riusciranno a portarsi a casa. Nel souk poco distante sarebbe stato possibile vagare per un’intera giornata senza mai staccare gli occhi dalla merce, si può trovare di tutto: un abito locale, cibo, frutta secca, tessuti per sartoria o addirittura una capretta, una porta in legno o un khanjar, i famosi coltelli che gli uomini portano con sè per tradizione.

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La seconda tappa del tour è stata Jabrin, un altro castello che nel deserto appare quasi dal nulla.  All’interno si possono visitare delle stanze arredate con oggetti e tappeti d’epoca. Il forte, come quello di Nizwa, è stato costruito verso la metà nel 1600 ed era un importante centro di studi religiosi e scientifici. I soffitti in legno sono dipinti in modo squisito e salendo all’ultimo piano si possono fotografare vedute della valle arida e del cortile interno.

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E’ sorprendente scoprire come l’uomo si sia adattato e sia riuscito con successo non solo a sopravvivere ma anche a vivere comodamente in un ambiente così difficile. Ora grazie alla rivoluzione del petrolio tutto in Oman è a portata di mano, i confort, le autostrade, il lusso, perfino le aiuole fiorite ai bordi delle strade, una sfida (anzi quasi una beffa) alla natura che in condizioni normali non potrebbe mai far nascere bouganville, rose, petunie o garofani in quel territorio. Per mantenere i fiori si spende tantissimo, richiedono cure incredibili proprio perchè la loro sopravvivenza è innaturale quanto prestigiosa.

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