3 Luoghi Insoliti da vedere a Lima

Lima 8

Con Lima, la capitale del Perù, e il punto di partenza di uno dei viaggi più belli e intensi che abbia mai fatto, inauguro una nuova sezione dedicata a 3 Luoghi Insoliti. Solo 3 posti in una regione o in una città ancora poco visitati o snobbati per ragioni di tempo o mancanza d’informazioni. Oggi la mia Lima non sarà quella dei musei Incas, delle cattedrali e delle piazze famose, nè degli edifici coloniali di cui parlano le guide. Piuttosto inizierà con una canzone, un testo dolcissimo che parla d’amore e di una straordinaria città.

 

BARRANCO E LA FLOR DE LA CANELA

Lima 5-2
Dejame que te cuente limeño/ dejame che te diga la gloria/ del ensueño che evoca la memoria/del viejo puente, del río y de la alameda
Dejame que te cuente limeño/ ahora que aún perfuma el recuerdo/ahora que aún se mecen en un sueño/ el viejo puente del río y la alameda.

Così canta la prima strofa di uno dei brani più amati dai peruviani, un vero e proprio inno d’amore per Lima. Scritta da Chabuca Granda, cantante e compositrice peruviana nel 1950 , la Flor de la Canela è una ballata criolla divenuta negli anni simbolo della capitale e dei suoi cittadini. Vi sfido a trovarne uno che non sappia cantarla. O che non mostri un entusiasmo da stadio se provate a cantarla voi. Tante voci note l’hanno interpretata ma se devo pensare ad una versione mi viene subito in mente quella di Maria Dolores Pradera. I luoghi della canzone esistono ancora e per scoprirli basta passeggiare qualche ora nel bel quartiere di Barranco, sarà una nostalgica intrusione del cuore di una Lima dimenticata, tra ponticelli in legno in cui si incontrano gli innamorati, giardini e piazze con edifici dal gusto un pò retrò. Il “vecchio ponte” della romanticissima canzone esiste ancora e potete percorrerlo, come se il tempo si fosse fermato. Ascoltate La Flor de la Canela sul vostro cellulare, e si vi scendono un paio di lacrimoni senza alcun motivo, vi avviso, è più che normale. Anche questa è l’anima di Lima.

 

IL SANTUARIO DI SANTA ROSA

Lima 1

Anche in questo caso non si tratta di monumenti visitati dai turisti ma di un luogo del cuore degli abitanti della città. Santa Rosa è la patrona di Lima e del Perù, nonchè la prima santa del Sud America ad assere riconosciuta e canonizzata. La protettrice della città, ma anche colei che, almeno secondo la tradizione, riuscì a respingere l’avanzata degli olandesi.

Nel cortile è ancora presente la piccola casa in mattoni che Rosa costruì per ritirarsi dal mondo e il “pozzo dei desideri” nel quale i fedeli lasciano le proprie preghiere e richieste d’aiuto. Anche se non si è religiosi vale comunque la pena recarsi in questo luogo davvero unico. L’area è molto graziosa, la chiesa di color geraneo è circondata da altri edifici, luoghi di culto e anche un piccolo giardino.

Santa Rosa è oggi anche la santa più “social” del momento, i tempi sono cambiati e le preghiere da destinare al pozzo dei desideri possono essere anche scritte via email e Facebook. E’ sempre interessante conoscere questo aspetto della cultura peruviana e una personalità religiosa che è un’un’identità sudamericana. Nata a Lima e di sangue misto europeo / indigeno, Rosa (battezzata con il nome di Isabel) è nota non tanto per il suo ritiro ascetico ma per avere dedicato gran parte della sua vita alla cura dei poveri e dei malati. Soprattutto una donna praticamente impegnata nel benessere della società a cui apparteneva e nella quale è nata. Forse sono queste le ragioni per cui Santa Rosa è così amata e popolare tra i limeños. Coraggio, altruismo e l’incarnazione di una nuova identità nazionale nata dalla fusione di europei e nativi.

 

IL MUSEO DELL’INQUISIZIONE

Lima 9
Se da una parte c’è l’immagine armonica della santa protettrice del Perù, dall’altra un luogo molto inquietante ricorda aspetti raccapriccianti della Controriforma nel Sud America. Dall’esterno un bianco e rassicurante edificio neoclassico, ex sede del Senato Nazionale, ora riconvertito in museo storico che illustra ciò che avveniva tra le sue mura, e ancora di più nei suoi sotterranei, durante gli anni di attività del famigerato Tribunale.

Lima divenne la capitale americana dell’Inquisizione controriformista, guidata dall’ordine dei dominicani, istaurata nel 1569 nella capitale peruviana e abolita solamente nel 1860. Furono processate ben 1477 persone di cui 32 condannate a morte. Riservato prevalentemente agli spagnoli o discendenti di coloni europei, il Santo Uffizio nelle remote colonie di oltreoceano era uno dei tanti modi per diffondere terrore e controllare il potere in un territorio nuovo, grande e in gran parte sconosciuto. Anche se è il simbolo della più terribile intolleranza religiosa, politica e culturale di tutti i tempi, il Museo dell’Inquisizione merita di essere visitato proprio perchè espone e documenta storicamente un argomento sul quale troppo spesso cala un omertoso silenzio.

lima 9 (2)

E’ importante invece capire e vedere con i propri occhi ogni testimonianza del passato, anche la più sgradevole e dolorosa. La visita è guidata e gratuita tutti i giorni dalle 9 della mattina alle 5 del pomeriggio ed include anche un percorso all’interno del Congresso Nazionale del Perù. Nel Museo ogni aspetto è ricostruito meticolosamente, dagli abiti indossati da perseguitati e inquisitori, agli strumenti di tortura. Si passa dalle sale di udienza agli archivi, fino alle prigioni e le macabre sale sotterranee, per fortuna ora solo popolate da manichini.

 

CHE NE PENSI? Se il post ti è piaciuto, se hai domande oppure ho dimenticato qualcosa lascia un commento. Sarò lieta di rispondere.