In barca tra i Canali Rurali di Bangkok

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La Bangkok del secolo scorso viveva a stretto contatto con l’acqua, prima che la città si trasformasse in un iperattivo centro moderno il grande fiume Chao Praya era la principale via di comunicazione e il suo aspetto nettamente diverso da quello di oggi. Per conoscere meglio il passato di questa incredibile metropoli consiglio un giro tra i pochi canali rurali sopravvissuti alla cementificazione, spesso un tour di mezzagiornata  viene proposto nel ventaglio di visite guidate di agenzie e hotels ma si può fare tranquillamente da soli, anzi, pure improvvisare contrattando con un conducente di tuk tuk che di certo avrà colleghi “tassisti d’acqua” diretti a Wat Arun che prima di traghettarvi al tempio dell’Alba vi faranno fare un giro a bordo di una barca a motore. 

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Non si tratta di un mercato galleggiante sistemato a bomboniera ma di un luogo reale, ci sono case popolari, attività commerciali e anche imbarcazioni di trasporto che lì deviano per fare prima ed evitare il traffico delle strade. Un quartiere nel quale le lancette dell’orologio si sono fermate prima della scalata commerciale e moderna della città, vedrete abitazioni ben organizzate, con tanto di cancelli, giardini e moli privati ma anche strutture dall’aspetto precario, più simili a delle baracche. Molte case sono una sorta di palafitte con una grande veranda, da una parte si lavano i piatti, dall’altra i denti, ci sono famiglie intere che cucinano, cuciono, tagliano, friggono, si pettinano i capelli o guardano la tv.

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Le canoe si accostano alla banchina per comprare frutta, piatti pronti o oggetti vari come cappelli, tessuti e cestini di bambù,  imbarcazioni a motore in legno con una “cappottina” piuttosto agili e sottili, sfrecciano veloci tra le vie d’acqua tra gli schizzi mentre sulle verande delle case, appesi, i panni si asciugano, e nelle fioriere sono piantate piccole bandierine della Thailandia. Strano a dirsi ma c’è un notevole ordine, un’organizzazione tale da rendere i canali rurali di Bangkok molto diversi da qualsiasi altro quartiere popolare di una grande metropoli. L’altra faccia della medaglia e la parte della città più resistente ai cambiamenti, ma anche erede di un vecchio mondo nel quale non c’erano nè strade congestionate nè grattacieli ma solo i klongs, (le vie d’acqua) centro della vita cittadina.

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Prima del completo make over moderno la vecchia Bangkok era proprio così, le case popolari e i grandi templi, una moltitudine di canali (oggi interrati) dove si svolgeva la vita quotidiana, il commercio e i trasporti. Thonburi resta in sospeso tra i grandi mall, lo skytrain, le luci sfavillanti e il passato della città, del quale è forse una cartolina sbiadita (e pure un po’ inquinata).

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