Bangkok

In barca tra i Canali Rurali di Bangkok

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La Bangkok del secolo scorso viveva a stretto contatto con l’acqua, prima che la città si trasformasse in un iperattivo centro moderno il grande fiume Chao Praya era la principale via di comunicazione e il suo aspetto nettamente diverso da quello di oggi. Per conoscere meglio il passato di questa incredibile metropoli consiglio un giro tra i pochi canali rurali sopravvissuti alla cementificazione, spesso un tour di mezzagiornata  viene proposto nel ventaglio di visite guidate di agenzie e hotels ma si può fare tranquillamente da soli, anzi, pure improvvisare contrattando con un conducente di tuk tuk che di certo avrà colleghi “tassisti d’acqua” diretti a Wat Arun che prima di traghettarvi al tempio dell’Alba vi faranno fare un giro a bordo di una barca a motore. 

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Wat Arun e Wat Pho, le due sponde del fiume Chao Praya

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Iniziando a parlare di una città come Bangkok non ho che l’imbarazzo della scelta. La metropoli tentacolare misto di antico moderno e ultramoderno sotto molti aspetti mi ricorda Mumbai, soprattutto nella skyline, nelle file di taxi (non neri come quelli indiani ma rosa shoking) e nella distesa di edifici che si perde all’orizzonte tra case della gente comune e sfavillanti grattacieli. A Bangkok ho dedicato più tempo di quello che avevo in programma perchè non solo è enorme e attraente ma ci sono tanti luoghi d’interesse che non si possono depennare. Per esempio due bellissimi templi sulle rive opposte delle stesso fiume. Wat Arun, il tempio dell’alba, e Wat Pho, luogo dove il riposa in Grande Buddha Disteso, entrambi visitabili nell’arco di mezza giornata. Salite su uno dei frequenti battelli e passate da una sponda all’altra tra decorazioni floreali nate da un magnifico riciclaggio di materiali e una statua gigantesca ricoperta interamente d’oro

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