Lombardia

3 Luoghi Insoliti da vedere a Milano

Diurno Venezia

Sembrerebbe facile ambientarsi a Milano, si, sembrerebbe.  E’ una città che offre ogni cosa ma di certo non su un piatto d’argento. Ci ho passato un anno intero e a fasi di rifiuto ho alternato altre di curiosità. Poi mi sono lasciata andare e giorno dopo giorno l’ho apprezzata. Musei, mostre, ristoranti di ogni tipo, attività culturali, una rete di trasporti che funziona alla grande, la possibilità di raggiungere velocemente altri centri italiani e nei dintorni il bellissimo Lago di Como. Un centro nevralgico e una posizione strategica “in mezzo a tutto”. E infondo lo dice anche il nome. Se ci sei nato è il massimo, se vieni da fuori fatichi di brutto ma una metropoli moderna, attiva e positiva alla fine riesce sempre a ripagare gli sforzi. Non è facile visitare Milano, anche per capire questo ci ho messo del tempo. Piuttosto che passeggiare esclusivamente nel nucleo turistico andate a cercare qualcosa di diverso più in là. In mezzo ai palazzi e alle vie apparentemente anonime. E’ proprio lì che Milano ha iniziato a piacermi.

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ExpoNostalgia. Cosa c’era nei padiglioni del Sud America

Expo Colombia

Data la mia attuale vicinanza geografica al complesso fieristico di Rho e l’allestimento alquanto accattivante della passata Esposizione Universale di Milano sono stata un’avida frequentatrice dell’Expo durante la scorsa estate. E confesso di aver sentito una notevole amarezza quando l’ultimo giorno i suoi cancelli sono stati sigillati. L’area avrà una nuova vita e già si prepara ad accogliere turisti e milanesi, ma ovviamente in modo diverso. In attesa di vedere come la superficie di Expo sarà riorganizzata e cosa, a parte la nostalgia, rimarrà nel tempo, ricordo alcuni dei padiglioni di cui non ho mai parlato in tutti i miei post da entusiasta. E cioè quelli del Sud America.  Poco attinenti alla tematica principale e molto più effetto depliant di un’ agenzia di viaggi ma pur sempre emozionanti, soprattutto oggi che queste immagini vivono solo nel nostro album dei ricordi. Ve ne siete perso qualcuno? Ecco cosa c’era all’interno.

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Arcumeggia, il primo paese dipinto d’Italia

arcumeggia

Arx Media, oggi Arcumeggia, un antico insediamento difensivo romano tra la Valcuvia e a Valtrevaglia, la “fortezza nel mezzo” nata per fronteggiare i nemici. La storia di questo paese nei dintorni di Casalzuingo è molto antica ma il suo nuovo aspetto risale alla metà del secolo scorso quando divenne il primo borgo dipinto d’Italia. Per dare una nuova vita ad un paese altrimenti isolato combattere l’esodo degli abitanti verso le città o la pianura a partire dal 1956 artisti conosciuti anche a livello internazionale iniziarono a creare affreschi per le vie di del borgo, scene di vita quotidiana, mestieri, allegorie, motivi religiosi, Arcumeggia iniziò a trasformarsi in un piccolo museo a cielo aperto. Tra i tanti nomi , Aldo Carpi (Sant’Ambrogio benedice Arcumeggia), Innocente Salvini (la ripartizione della polenta in famiglia), Sante Monachesi (Trionfo di Gea), Aligi Sassu (Corridori) e Gianfilippo Ursellini (Il ritorno dell’emigrante).L’autore del dipinto più grande è Remo Brindisi (Abitanti e lavori del posto). 

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