Provenza

Les Calanques, fiordi del Mediterraneo

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La Provenza è un sogno. E questo si sa. Tra l’altro meta prima snobbata e ora gettonatissima dagli italiani, complici le foto di campi di lavanda che invadono di viola i social e diventano un’efficace pubblicità. Prima non ci andavano in molti, ora ci stanno tutti. Devo dire che non sono mai riuscita a vedere questa bella regione al momento giusto, anzi, ho fatto collezione di momenti sbagliati. Il non avere a disposizione lavanda alcuna mi ha spinta a ricercare molti altri luoghi, incontrando sempre piacevoli sorprese. Per esempio Cassis, il porto gioiello della Francia, e le sue Calanques.

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Provenza e dolci golosità

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In Provenza è fondamentale lasciarsi travolgere dai sapori della cucina. Il cibo (quello buono e bello) è ovunque : colorati mercati, ristoranti tradizionali, conserve e salsine in ogni dove,  ma anche negozi di leccornie nei quali entri sicuro di non comprare niente ma esci dopo due ore con la carta di credito ancora in mano. Chi non vorrebbe farsi intrappolare in un universo perfetto e organizzato al millimetro dove tutto profuma di biscotti? Forme che si incastrano in un mosaico di dolci, dolciumi, scatole colorate e avvenenti sacchetti. Un ritorno al galoppo nel mondo dell’infanzia, lunapark di delizie e se varchi la soglia è fatta. Uscirai con scatole e buste di frolle burrose, di pasticcini, di frutta caramellata, di roba che indulgerebbe in tentazione anche una pietra. I dolci provenzali riflettono i mille colori della regione e il doppio volto di questa terra che è al tempo stesso continentale e mediterranea. Le mandorle, i pistacchi, i fiori d’arancio, i canditi, il succo di limone ma anche panna, glasse, creme aromatiche, pasta frolla e (tonnellate di) burro. Tutti stuzzicanti ma anche pesanti, sono freschi e delicati ma con le calorie di due pranzi e sette cene messi insieme. E profumano. Profumano tantissimo. Altrimenti non saremmo in Provenza.

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Il mercato di Aix en Provence non è uno dei tanti

Aix en Provence

La prima volta andai a Aix en Provence a diciannove anni. E non mi era piaciuta per niente. Ci andai perchè ancora non avevo visto molto dell’Europa, e del mondo in generale, e Aix è da tempo la gemella della mia città natale, Perugia. Avevo visto oggetti colorati, tessuti e profumi esposti tra i banchi delle feste in centro uscendo dall’università e mi ero incuriosita, perchè non andarci? E non è nemmeno lontana. A diciannove anni non avevo bene idea di cosa avrei visto e di cosa andare a cercare. Di quei pochi giorni ho solo ricordi confusi, croissant in dei cesti che passavano di tavolo in tavolo sotto le mani dei clienti, tanti ristoranti uno in fila all’altro e un centro storico un po’ decadente il cui fascino non riuscì a catturarmi. Per tutto questo tempo non credevo che ci sarei tornata. Non che l’avessi escluso ma non era nelle mie priorità. Poi si sa che la vita decide in parte da sola, e per una serie di circostanze mi ci son trovata di nuovo. Stesse strade e perfino stesso parcheggio. Ci risiamo. Si ha una seconda possibilità di avere una prima impressione?

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