Ci sono tanti tipi di viaggi

ci sono tanti tipi di viaggi

Ci sono tanti tipi di viaggi, la nascita di un figlio è a suo modo uno di questi. Un percorso lungo e lento, fatto di ansie, paure, ma anche scoperte quotidiane. Un cammino paziente e spesso difficile che porta ad allontanarsi dalle proprie certezze, al termine del quale si scopre una nuova visione di se stessi e del mondo.
Se durante un viaggio in India ho iniziato a capire chi fossi veramente, e ad esplorare per la prima volta i miei gusti e le mie passioni, dal Perù ho riportato un bagaglio fatto di calore umano, saggezza e sorrisi, e al mio ritorno ho iniziato a scremare e a decidere di quali persone volessi veramente circondarmi. Grazie all’aiuto dei miei amici ecuatoriani tra Quito e Guayaquil ho scoperto il valore della generosità e dell’ospitalità sincera. La capacità di aprire le proprie braccia con gioia, senza mormorare o aspettarsi qualcosa in cambio. Ho capito quanto sia forte e importante saper trasmettere agli altri la propria cultura e parlare commossi delle proprie radici.

Il lungo percorso della maternità spesso rende più irritabili, più fragili e a volte completamente schizzati, mettendo a dura prova i rapporti con gli altri. E’ un viaggio nel vero senso della parola e come tale bisogna affrontarlo accanto alle persone giuste, perché anche in questo caso non è possibile viaggiare con chiunque.

Come l’arrivo in una meta lontana spinge a doversi adattare ogni giorno e gestire il terrore dell’incognito e degli imprevisti. E’ un cammino che per quanto sofferto riesce a ripagare dei sacrifici fatti e del sudore versato, si impara qualcosa di nuovo ad ogni passo, si diventa vulnerabili, ma anche disponibili ad apprendere, aperti ad una nuova realtà e mossi dalla volontà di diventare persone migliori. E’ come lasciarsi alle spalle la porta di casa sapendo di dover partire per l’altra parte del mondo, si accantonano le proprie abitudini per lasciare spazio a nuove priorità.

Spero di educare presto mia figlia viaggiare. Mi auguro di riuscire a trasmettere la mia curiosità e sete di conoscere il mondo, vorrei che impari a sentirsi a suo agio anche in un ambiente che non le appartiene e soprattutto a preferire ai beni materiali la condivisione e un attimo di felicità accanto ai suoi cari. Spero che si sforzi di conoscere gli altri senza pregiudizi e che impari ad assaggiare sapori nuovi evitando di storcere il naso, accogliendo il diverso senza la presunzione di sentirsi migliore. Mi auguro di riuscire a vivere al suo fianco nuove esperienze e momenti felici, costruendo ogni giorno un piccolo tesoro impalpabile che potrà custodire solo nei suoi ricordi. Vorrei che impari a viaggiare non solo con il corpo e con la valigia, perché non sempre è possibile, ma anche con la mente, e che riconosca nel viaggio non solo la partenza occasionale per una vacanza ma l’esigenza stabile del movimento, la volontà di osservare e di ricercare sempre, senza fermarsi mai al primo gradino.

 

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